Il legame umano e culturale tra l’Italia e l’Ucraina è sempre stato molto forte. Basti pensare ai tanti ragazzi nati tra gli anni Settanta e Ottanta che dopo il disastro di Chernobyl hanno trovato una casa nella nostra penisola. Ma da quando la Russia ha invaso l’Ucraina lo scorso 24 febbraio, tutto il mondo si è riempito di bandiere blu e gialle, come segno di sostegno e vicinanza a un paese martoriato dagli attacchi russi. Questa folle guerra, oltre ad uccidere persone innocenti e a distruggere case, scuole, edifici e strade, sta anche cancellando parte della cultura millenaria del popolo ucraino. Le bombe distruggono monumenti, chiese, musei e la propaganda russa cerca di sminuire una cultura che fonda le sue radici in secoli e secoli di storia. Un esempio? Pensate che la sola città di Kiev ha più di millecinquecento anni di storia. Ma quali sono gli altri elementi di cultura tradizionale ucraina che dovete assolutamente conoscere? Ce ne sarebbero tantissimi, ma ne riportiamo i 6 più importanti qui sotto.
Kyiv
Kyiv è la capitale dell’Ucraina e, oltre ad essere una delle città più antiche dello stato, è anche la città più popolosa con i suoi 3 milioni di abitanti. Almeno lo era prima della guerra. Sorge sulla riva destra del fiume Dnepr, nell’area centro-settentrionale dello stato e, per secoli, è stata un importantissimo snodo commerciale tra Costantinopoli e i paesi del nord-est. La sua fondazione si stima risalga al 482 d.C., per opera di una sorella e tre fratelli appartenenti alla dinastia Kyi, da cui prende il nome. Una curiosità: sapete come si chiamava la regione intorno alla città? Rus’. E i suoi abitanti erano generalmente chiamati rusici. È iniziato tutto lì. Inoltre, c’è un’altra cosa da sapere riguardo al nome della città: il modo corretto per scriverlo e pronunciarlo è Kyiv. Il più diffuso Kiev è la translitterazione della lingua russa.

Vyshyvanka
Vyshyvanka è il nome di una parte fondamentale dell’abito tradizionale ucraino. Si tratta di una camicia ricamata che nasce in un contesto strettamente legato alle tradizioni del popolo Trypillia e dei principati della Rus’ di Kyivan e ogni regione riflette i suoi particolari nel ricamo e nello stile della sua vyshyvanka. Il ricamo è una delle arti per cui l’Ucraina è famosa in tutto il mondo e viene tramandato da oltre quindici secoli.

Shchedryk
Shchedryk è una canzone ucraina che si intona tradizionalmente a Capodanno dal 1916, opera del compositore ucraino Mykola Leontovych. È conosciuta in tutto il mondo occidentale con il titolo Carol of the Bells grazie al compositore inglese Peter J. Wilhousky che ha riadattato l’originale dopo averla ascoltata nel 1902 nella Carnegie Hall, eseguita dal Coro Nazionale Ucraino.
Pysanka, le uova di Pasqua
Pysanka è un particolarissimo uovo di Pasqua tipicamente ucraino. Viene decorato con motivi articolati e concatenati. Il suo nome deriva dalla parola pysaty che letteralmente significa scrivere ma, diversamente da come si potrebbe pensare a un primo sguardo, queste favolose, piccole opere d’arte non sono semplicemente dipinte a mano. Sono realizzate con il metodo di resistenza alla cera, chiamato anche batik. Come prima cosa si realizzano dei disegni elaborati e simbolici sul guscio dell’uovo, che poi viene lasciato in immersione in una soluzione colorata fino a quando non raggiunge la nuance desiderata. Dopodiché, utilizzando un particolare strumento, simile a una penna stilografica che scrive grazie al calore di una candela, si ricalca il disegno creato in precedenza e si colorano le varie sezioni, dal colore più chiaro a quello più scuro. L’ultimo passaggio prevede che l’uovo sia riscaldato un pezzetto alla volta per eliminare la cera in eccesso. A lavoro ultimato, la pysanka eccelle per la sua bellezza.

Borshch
Il Borshch è una zuppa di barbabietole appartenente alla tradizione culinaria ucraina. È deliziosa e nutriente, e il suo particolare colore rosso la rende inconfondibile. Può essere preparata con o senza carne e nella sua versione vegetariana è perfetta per il periodo della quaresima. Molti ristoranti russi la propongono nel menù come un piatto tradizionale russo, ma anche in questo caso si tratta di un’appropriazione culturale indebita.

L’Ucraina all’Eurovision
L’Eurovision Song Contest è un appuntamento molto sentito in Ucraina, che l’ha vinto per ben due volte. La prima nel 2005, quando la cantante Ruslana portò sul palco la canzone Wild Dances. Poi nel 2016 quando Jamala partecipò alla competizione con 1944, una canzone che racconta la deportazione dei tatari di Crimea per ordine di Stalin a causa della loro presunta collaborazione con i nazisti. Alla luce degli ultimi avvenimenti storici, con l’invasione russa della Crimea per “liberarla” dai (filo)nazisti e con la resistenza degli ucraini che non vogliono essere annessi alla Russia, sembra che la storia si stia ripetendo. Di nuovo.
