Chiara Ferragni e gli abiti dell’Ariston  – Limelight Media

Chiara Ferragni e gli abiti dell’Ariston 

Dopo aver rifiutato l’invito di Amadeus per ben tre anni consecutivi, al quarto anno alla conduzione del Festival di Sanremo, lui ci ha riprovato e Chiara Ferragni non ha più potuto di no. Insieme ad altre tre donne di grande spessore, ha sceso le scale di uno die palcoscenici più famosi d’Italia e l’ha fatto con tutto il carattere che la contraddistingue. Sì, perché la Ferragni può piacere o non piacere, si possono condividere le sue idee e il suo modo di fare, ma che abbia carattere e coraggio di mostrarlo è fuori discussione. Ovviamente, non ha perso questa grande occasione di visibilità per lanciare forti messaggi contro l’odio, la violenza e il sessismo. E l’ha fatto con il mezzo che più le si confà: la moda. Tra i numerosi abiti che ha indossato durante la prima e l’ultima serata del Festival, ne abbiamo selezionati cinque, ciascuno con una particolarità e un messaggio ben preciso dato dalla stessa Ferragni sulla sua pagina Instagram. 

“La donna e madre guerriera”

È così che Chiara Ferragni ha intitolato la didascalia del suo post. E ha poi aggiunto:

“Essere donne senza dover essere considerate solo delle madri. La lotta femminile contro la colpa di voler conciliare tutto è stato il tema che abbiamo chiesto di elaborare a Daniel Roseberry per questo abito realizzato dalla maison Schiapparelli. La durezza dell’armatura oro scolpita sui seni di Chiara rappresenta una forza che non ha bisogno di imitare quella maschile per essere considerata di pari livello. Mentre la sottoveste di satin è dipinta di blu perché è da sempre il colore associato alla sacralità della maternità qui rappresentata come stereotipo della donna mentre nutre un bambino d’oro.” Il post è stato poi conciso con un messaggio netto e forte: “Non essere considerate solo apparati riproduttivi è la scelta per cui combattere ogni singolo giorno!”

“La femminilità maschile”, mostrando i muscoli

Altro bellissimo abito, altro bellissimo messaggio. È con questo ossimoro che ha inizio un altro post esplicativo di uno degli abiti più belli del festival. “In molti credono che una donna per essere presa sul serio in certi ambiti debba assumere comportamenti maschili o debba vestirsi da uomo per dimostrare capacità di leadership. L’abito pantalone in velluto nero, interrotto da un corsetto con ricamati di perle a forma di addominali, vuole essere una caricatura a questo stereotipo sessista. Un messaggio agli uomini ancora convinti della narrazione del ‘mostrare i muscoli’ per essere definite donne degne di rispetto. Non rinunciate alla vostra femminilità perché da qualcuno è considerata un punto di debolezza perché è proprio lì che si trova la forza delle donne.”

“L’abito dei diritti umani”

L’abito nero in velluto e la collana dorata al collo di Chiara Ferragni nella quarta e ultima serata di Sanremo 2023 sono stati un vero messaggio sociale. “Un lungo abito nero di velluto decorato da una collana a forma di utero composta da diverse sezioni di corpo di donna è il simbolo dell’attivismo per i diritti riproduttivi che portiamo a Sanremo. L’abito e il gioiello disegnati appositamente da Daniel Roseberry per Schiapparelli ricordano che i diritti riproduttivi sono diritti umani. Perché l’accesso all’aborto sicuro e alla procreazione assistita è una questione di diritti umani a cui non dobbiamo rinunciare. Perché ogni essere umano, uomo o donna che sia, deve essere messo in grado di prendere liberamente le decisioni sul proprio corpo. Non permettiamo che le lotte vinte dalle nostre madri debbano essere combattute anche dalle nostre figlie.”

“Body painting”

Ultimo, ma non per importanza, è il vestito Body painting firmato Schiapparelli. Descritto così anche sull’account IG della diretta interessata: “L’impronta oro di un corpo di donna impresso sul blu di un abito a colonna. L’audacia di quel gesto artistico e scandaloso dell’artista Yves Klein ha ispirato il look della sfilata 2023 di Schiapparelli che secondo Daniel Roseberry era la sintesi perfetta del nostro progetto sanremese. Nel lavoro dell’artista francese i corpi delle donne erano liberati dalla loro immobilità di manichino e chiamati a imprimere autonomamente le proprie forme su grandi canvas bianchi da dipingere in blu. Liberate il vostro corpo e fatene ciò che volete perché il corpo della donna è il capolavoro massimo della creazione.”

Un unico messaggio

I vari abiti indossati dalla Ferragni, creativi, forti, potenti, hanno trasmesso un unico grande messaggio di libertà e di autodeterminazione che di sicuro al pubblico dell’Ariston è arrivato e di cui molti faranno tesoro.